Anton Maria Caneva, Vocazione di San Giovanni Gualberto


Ascolta l'audio


Autore Anton Maria Caneva

L'affresco, appena liberato dall'imbiancatura che ne impediva la visione, descrive l'episodio centrale della biografia di San Giovanni Gualberto: l'incontro e il perdono dell'assassino del fratello Ugo. Come riportano le agiografie del santo, l'incontro avvenne lungo il sentiero che conduceva alla basilica di S. Miniato al Monte vicino a Firenze, visibile in alto a sinistra. L'assassino, vedendosi perduto, si buttò in ginocchio, gettò a terra le armi e chiese perdono mettendo le braccia al petto in forma di croce. Allora Giovanni frenò l’impeto che gli aveva già fatto alzare la spada e lo perdonò. Ripresero quindi la strada insieme e giunti alla basilica di S. Miniato, si fermarono a pregare, l’assassino in ginocchio e Giovanni in piedi accanto a lui, quando la testa del crocifisso, posto sull'altare davanti a loro, si chinò verso Giovanni Gualberto in segno di approvazione per il gesto misericordioso appena compiuto. L'edificio in alto a destra potrebbe essere una veduta del monastero di Astino in costruzione. La scena è inserita in una finta ancona dipinta avente, al centro del timpano in alto, lo stemma dei Vallombrosani, costituito dalla cosiddetta "gruccia", un pastorale di tipo antico simile a quello che ancora oggi usano gli abati orientali. Firmato nel cartiglio in basso a sinistra, l'affresco fu realizzato nel 1596 dal comasco Anton Maria Caneva detto il Porlezzino, pittore e architetto che passò gran parte della sua vita a Bergamo. La cultura architettonica dell'artista è evidente nell'efficace impianto prospettico della scena, inquadrata entro un'architettura illusionistica.


Per approfondire :
I Vallombrosani e la carità
Il restauro di Astino
San Giovanni Gualberto
 

Clicca sull'immagine per visualizzare i dettagli