I Vallombrosani e la carità


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Alla base dell'Ordine vallombrosano vi è la Disciplina caritatis, che derivava dalla Regola benedettina e che prescriveva una speciale cura nell'accogliere i poveri, i malati e i pellegrini, con cui i monaci di Astino, pur dal loro osservatorio appartato, ebbero sempre uno stretto rapporto. Furono i fondatori della prima istituzione ospedaliera bergamasca conosciuta: di fronte al monastero edificarono un Ospedale, esistente almeno dal 1142 e attivo fino alla metà del Quattrocento, quando tutti i piccoli nosocomi della città furono riuniti nella Casa Grande di S. Marco e l'edificio fu convertito in cascina. Filo conduttore della loro azione nel secolo fu l'elemosina, che elargivano inizialmente solo ai poveri dell'Ospedale. Almeno fin dal 1244, con le disposizioni testamentarie del beato Guala, sepolto ad Astino, furono assegnate anche rendite annue per distribuire pane ai poveri. Tale consuetudine fu ripresa e aumentata dall'abate de' Benedictis che stabilì due giorni all'anno per la Grande Elemosina con distribuzione di pane in grande quantità. L'Abate fondò anche il Consorzio (o Spedale) dei Poveri in Borgo Canale e lo dotò di una rendita annua. Questa attività si intensificava nei periodi di carestia, quando il monastero si prendeva cura di un cospicuo numero di poveri a cui assicurava giornalmente pane, miglio e una somma in denaro.