San Giovanni Gualberto


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Giovanni Gualberto (fine sec. X-1073) nacque vicino a Firenze in seno a una famiglia della media aristocrazia rurale: la sua conversione si attuò con il perdono dell'assassino del fratello e con l'interruzione della faida familiare che ne era scaturita. Il crocifisso nella chiesa di S. Miniato al Monte a Firenze aveva chinato miracolosamente il capo davanti ai due rappacificati e da quel momento Giovanni si fece monaco di quel convento. Entrato dopo poco in contrasto col proprio abate che si era macchiato del peccato di simonia (acquisto in denaro della carica ecclesiastica), si allontanò con altri confratelli da S. Miniato e si ritirò nella selva di Vallombrosa, dove fondò un piccolo eremo basato sulla Regola benedettina e l'osservanza rigorosa della povertà. Ma la scelta di vita appartata non gli impedì di portare avanti la sua azione caratterizzata dal coraggio della denuncia nel travagliato periodo della lotta per le investiture tra Papato e Impero. Quando fu eletto vescovo di Firenze Pietro Mezzabarba, questi fu aspramente accusato di simonia da Giovanni Gualberto: dopo la spettacolare prova del fuoco del vallombrosano Pietro Igneo, che sancì pubblicamente la fondatezza delle accuse, il vescovo simoniaco fu destituito a furor di popolo e la comunità vallombrosana ricevette l'appoggio di alti ecclesiastici riformatori, come Ildebrando di Soana, che divenne poi papa con il nome di Gregorio VII e che rivendicò la supremazia dell'autorità papale all'interno della Chiesa contro l'investitura laica dei vescovi. Giovanni Gualberto fu canonizzato nel 1193.