Cappella maggiore


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Il settecentesco altare maggiore, intarsiato con marmi policromi, domina visivamente lo spazio profondo della cappella maggiore, o coro, costruita nel 1598 dal capomastro Pietro Somaschi. In quell'anno, sulla spinta dei dettami del Concilio di Trento in materia di architettura sacra che prevedevano uno spazio adeguato attorno all'altare maggiore, divenuto sede del tabernacolo eucaristico, l'antica abside semicircolare romanica fu demolita e venne realizzata una profonda cappella, dove fu trasferito il coro della metà del Cinquecento. Addossata alla parete di fondo, domina l'imponente struttura lignea della cassa dell'organo dell'inizio del Seicento, sulla quale campeggia lo stemma dell'abate don Angelico Grassi, molto attivo nel rinnovamento degli arredi della chiesa. L'organo, realizzato nello stesso periodo, fu restaurato e modificato nel 1703 dal noto organaro ticinese Gabriele Bossi. Ai lati, inseriti in cornici di stucco, si trovano i settecenteschi ovali con San Pietro e San Paolo, attribuiti al monaco vallombrosano Ferdinando Alessandro Orselli, allievo di Fra' Galgario, la cui produzione risultava, fino ad oggi, completamente sconosciuta. Ornano le pareti le grandi tele raffiguranti Episodi dell'Ordine Vallombrosano e della vita di San Benedetto, volute dall'abate don Flavio Scotti nel corso di una campagna di ammodernamento decorativo della chiesa. Dei quattro dipinti commissionati nel 1714 a Defendente Ghislandi, fratello di Fra' Galgario, uno è andato perduto, probabilmente nel furto del 1980. Domina dall'alto l'affresco con la Gloria di San Giovanni Gualberto del bergamasco Giuseppe Brina con gli stucchi del ticinese Francesco Bianchini.
(Alessandra Civai, Lisa Fracassetti)

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