Sagrestia


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La sagrestia fu costruita durante la completa ristrutturazione della chiesa, promossa a partire dal 1540 circa. Fu don Ilario da Empoli a fabbricarla negli anni 1543-1548, demolendo le precedenti strutture romaniche, i cui resti sono stati lasciati in parte a vista da un varco aperto nel pavimento in occasione del recente restauro dell'edificio. L'ampio locale a pianta quadrata è coperto con volta a ombrello lunettata, secondo una tipologia già presente nell'architettura romana antica e riportata in auge da Brunelleschi a Firenze. Suddivisa in otto spicchi costolonati, la cupola è impostata su peducci triangolari realizzati in pietra arenaria. Dalle fonti si ha notizia che nel 1567 don Niccolò Ungaro, proveniente dalla diocesi di Zagabria e abate di Astino dal 1566 al 1569, ordinò la realizzazione di quattro spalliere in legno di noce da addossare alle pareti. Poiché eseguite in perfetta armonia con il lavabo all'ingresso, dal quale riprendono le linee architettoniche e il motivo a mensoloni scanalati sulla base, è verosimile ipotizzare che siano state concepite e realizzate contemporaneamente o poco dopo. Il lavabo veniva usato dai monaci per le abluzioni liturgiche che si svolgevano prima e dopo la celebrazione della messa e che comportavano il lavaggio delle mani e delle suppellettili a scopo di purificazione.
(Alessandra Civai, Lisa Fracassetti)


Per approfondire :
Il restauro di Astino

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