"Palatium" del Beato Guala


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Il domenicano Guala De' Roniis (1180-1244), discepolo diretto di San Domenico, vescovo di Brescia e sostenitore della riforma del clero, fu obbligato a dimettersi dalla cattedra vescovile nel 1239 per i contrasti con il potentato bresciano, trovando accoglienza nel monastero di Astino. I monaci fecero edificare per lui, nell'ala orientale del monastero, una dimora, definita palatium negli antichi documenti, che è una struttura in conci squadrati di pietra, a pianta rettangolare e a sviluppo verticale con pilastri angolari: al piano superiore si trova la cappella di S. Nicola in puro stile gotico con archi ogivali, volte costolonate e frammenti di affreschi coevi. In uno di questi, nel presbiterio della cappella, è raffigurato un santo domenicano con la caratteristica tonsura ad aureola: considerato che San Domenico, morto da poco, era appena stato proclamato santo (1234) potremmo forse considerare questa una delle prime raffigurazioni del grande santo. Reintegrato dal papa nel 1243, Guala morì dopo poco e fu sepolto, nel rispetto delle sue ultime volontà, nella cappella di S. Martino della chiesa di Astino. Grande pacificatore in un periodo travagliato dalle lotte tra papato e impero, Guala fu oggetto di una diffusa devozione popolare al punto che papa Pio IX nel 1868 lo rese Beato. A Guala è legato un episodio miracoloso considerato una delle conferme della santità di Domenico. Il giorno della morte del Santo, Guala, che si trovava molto lontano da lui, a Brescia, lo sognò con il cappuccio tirato sul volto secondo l’uso funebre dei domenicani, mentre veniva sollevato da Gesù e dalla Vergine verso una sfolgorante apertura nel cielo.

Per approfondire :
I primi quattro secoli di vita del Monastero
I Vallombrosani a Bergamo