Refettorio


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L'ala meridionale del monastero, adiacente all'orto, fu la prima ad essere costruita quando nel 1515 fu fondato il nuovo monastero. Interrotti i lavori dopo poco, la costruzione fu ripresa solo nel 1567 con la realizzazione del refettorio ad opera del capomastro Giovan Antonio Defendini, autore di tutti i lavori fino alla fine del secolo. A seguire furono eseguiti vari arredi a cominciare dal perduto pulpito in pietra, da cui il monaco lettore, secondo la Regola benedettina, doveva recitare le Sacre Scritture. Alcuni fatti influenzarono la commissione degli altri arredi, di chiara matrice toscana. Negli anni 1575-1578 l'abate Lattanzio Medolago aveva tentato la scissione dei monasteri lombardi dalla casa-madre di Vallombrosa. Fallito il tentativo e sostituito il Medolago con l'abate don Callisto Solari, fu necessario ribadire l'ubbidienza a Vallombrosa: nel refettorio gli stalli lignei, le spalliere, le credenze, i tavoli e le porte, oggi scomparsi, furono fatti eseguire dichiaratamente sul modello del refettorio di Vallombrosa e il dipinto con l'Ultima Cena fu commissionato, forse già nel 1580, ad Alessandro Allori, pittore fiorentino attivo per i Vallombrosani. Questo dipinto si doveva raccordare alle tre lunette superiori raffiguranti Vedute di Gerusalemme con episodi della Passione di Cristo, dipinte ad affresco in continuità tematica e compositiva con il tema dell'Ultima Cena. Come illusive finestre aperte sopra il Cenacolo esse furono forse dipinte da Giovan Battista Averara, esperto in sfondi di paesaggio.
Il momento del pasto era sacro e i monaci erano tenuti a mangiare solo nel refettorio e a non assumere altro cibo al di fuori del pane, del vino e del companatico 'che passava il convento'. Le Costituzioni dell'Ordine Vallombrosano stabilivano che nel refettorio fosse mantenuto il silenzio, e, se era necessario dire qualcosa, lo si facesse brevemente e a voce bassa. Prima di iniziare il pasto, inoltre, tutti i monaci, anche i superiori, erano tenuti a pentirsi delle proprie colpe e a recitare in ginocchio i Sette Salmi penitenziali.


Per approfondire :
L'alimentazione nel monastero

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Alessandro Allori, Ultima Cena