Antonio Cifrondi


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Nato a Clusone in Val Seriana nel 1656, Antonio Cifrondi si dedicò alla pittura sin da giovanissimo. Seguendo la propria inclinazione artistica e le proprie curiosità, compì numerosi viaggi a Bologna, Roma, Torino e in Francia. Con ogni probabilità queste giovanili esperienze di formazione si conclusero prima del 1687, quando la sua presenza è documentata nel paese natale. Dal decennio successivo fino all'inizio del Settecento, Cifrondi lavorò febbrilmente dipingendo sia scene sacre per le chiese di Bergamo e dintorni che ritratti, soprattutto in ambito locale. Le opere di quegli anni si distinsero per il colorismo vivace e la stesura straordinariamente rapida che gli permetteva di passare immediatamente dall'abbozzo alla conclusione dell'opera. Nel 1712 passò al servizio della famiglia Zanchi e per alcuni anni rimase impegnato nella ricca decorazione della loro dimora di campagna a Rosciate. Nel decennio successivo avvenne il misterioso trasferimento a Brescia, probabilmente dovuto al nuovo interesse per generi profani di dimensioni ridotte. Visse gli ultimi anni nel convento di San Faustino, dove morì nel 1730. Il catalogo delle sue opere conta oggi circa quattrocento dipinti, in gran parte a soggetto biblico o religioso.

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