Tavoletta devozionale del "Domine quo vadis?"


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Fatto eseguire dall'abate don Angelico Grassi nel 1624, il rilievo marmoreo è una replica della tavoletta su cui si sarebbero impresse le impronte di Cristo, conservata all'interno della chiesa romana di S. Maria in Palmis, detta anche del Domine Quo Vadis. La tradizione del Quo vadis, Domine? (Signore, dove vai?) si ispira ai testi apocrifi secondo i quali, durante la persecuzione scatenata da Nerone contro i cristiani, Pietro, in fuga da Roma, ebbe la visione di Cristo. Alla domanda dell'Apostolo su dove stesse andando, Cristo rispose "Vengo per essere crocifisso una seconda volta". A quel punto Pietro, compreso che la risposta si riferiva alla sua croce, ritornò spontaneamente sui suoi passi ed affrontò il martirio. A ricordare l'episodio sorse una chiesa identificata con quella di S. Maria in Palmis e il rilievo marmoreo, che in realtà è un ex-voto pagano di epoca romana offerto al dio Redicolo per il buon esito di un viaggio, è considerato l'impronta lasciata da Cristo in quell'episodio ed è oggetto di particolare devozione: appena la reliquia, detta "sacra misura" negli antichi documenti del monastero, fu esposta nella chiesa di Astino le si attribuirono molte grazie.
 

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